Akhmed Samhal

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esistenza alternativa

Akhmed Samhal ha 19 anni quando, nel 2005, scoppia la rivolta nelle periferie francesi.  Tutto ha inizio a Clichy dove tre minorenni trovano la morte in una cabina elettrica per nascondersi alla polizia. In cinque giorni il bilancio è di 2000 veicoli incendiati, decine di arresti e più di trenta poliziotti feriti. Sulla delicata situazione piombano come molotov le dichiarazioni del ministro dell’interno, Sarkozy, che afferma di volersi presto “sbarazzare della feccia (racaille) delle periferie”. Episodio chiave della non scontata pacificazione è il gesto di Ahmed che, dopo il suo erroneo ferimento da parte di un agente, gli rivolge pubblicamente il suo perdono invitando tutti a non cedere agli inganni di chi “vuol mettere uno contro l’altro i figli della stessa disperazione”. Oggi Akhmed, lavora come corrispondente per “Liberation” e gestisce un centro di aggregazione multiculturale a Clichy. La sua compagna è un’agente della Gendarmeria di Parigi. 

© 2017 Mario Pietro Luras